Incastonata
tra l'elegante oratorio del Purgatorio e il deturpato palazzo
dei principi Cicinelli si eleva la Chiesa Madre grottagliese (o chiesa della SS. Annunziata).
È la facciata di stile romanico (terminata nel
1379 come testimonia un'iscrizione a caratteri gotici posta
a sinistra sull'arco del portale) l'elemento
architettonico più interessante della Collegiata: caratterizzata
da un protiro sorretto da due pachidermi stilofori, da un
pregevole rosone (opera dell'architetto - scultore locale
Domenico De Martina), da una cuspide dentellata e da tre
edicolette, tale facciata è tutto ciò che rimane di originale
dell'antico edificio.
Alla sua destra si erige il cosiddetto "cappellone di
S. Ciro" con la sua cupola
rivestita in ceramica policroma che domina la scena della
piazza.
L'interno, la cui pianta
è composta da una grande navata centrale affiancata da una
serie di cappelle laterali tutte di diverse epoche e dimensioni,
ha subito ampliamenti e restauri succedutisi ininterrottamente
dal '500 ai nostri giorni, per cui diversi stili
si confondono e si mescolano tra loro: residui di gotico
nell'arco acuto del presbiterio, forme rinascimentali in talune sculture, nelle
cantorie e nel coro, molto barocco nelle varie cappelle,
e tardo stile neoclassico nell'intera navata.
Tra le varie opere, vanno ricordati gli altari barocchi
nella già citata cappella dedicata a S. Ciro e un pregevole
altorilievo del '500 raffigurante l'Annunciazione nell'omonima
cappella.
Il tetto, unico esempio di copertura di travi in legno nella
zona, è stato orribilmente deturpato da un incongruo solettone
nervato in cemento armato.