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Sud del Centro Storico, al di lą della gravina (l'attuale
Via Crispi, ved. carta toponomastica) sulla quale si affacciavano le antiche mura, sorge
un caratteristico "brano di cittą" dai tratti decisamente
originali, e per l'aspetto morfologico particolarmente tormentato
a causa dell'andamento altimetrico del terreno, e per il suo
essere una zona monofunzionale ante-litteram, originatasi
gią a partire dal XVI secolo da un'aggregazione confusa di
botteghe figuline.
Tali opifici, dapprima realizzati negli anfratti delle pareti
tufacee, vennero successivamente ampliati con costruzioni
esterne, fino a raggiungere l'aspetto attuale di quello che
viene anche detto «li Camenn'ri» (= i Camini, nel dialetto
locale) ovvero il Quartiere dei Camini, per
via dei fumaioli che espellevano il fumo prodotto dalle antiche
fornaci (oggi tutte sostituite da forni elettrici).
Qui l'organizzazione
della trama spaziale ha seguito modelli propri, che
rispondevano alle esigenze specifiche dell'attivitą ceramica,
sviluppandosi anche in rapporto alla costituzione geomorfologica
del terreno e conservando le caratteristiche peculiari dell'architettura
rupestre. Questo insediamento, che puņ vantare una continuitą
produttiva unica in tutt'Italia, costituisce un'irripetibile
singolaritą non solo all'interno del tessuto urbano, ma
anche nel novero dei 25 centri di antica e prestigiosa produzione
tutelati dal marchio DOC per la "ceramica artistica
e tradizionale", tra i quali Grottaglie figura come
unico centro pugliese.
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ved. anche:
assetto urbanistico
evoluzione storica
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